La lavorazione della pietra ollare (talcoscisto e cloritoscisto) risale ai Romani (Plinio la chiama Lapis Viridis Comensis). Anche oggi in Valchiavenna e in Valmalenco si lavora questa pietra per la produzione di oggetti artistici e artigianali, in particolare per confezionare i lavec, le pentole cerchiate in rame ideali per cucinare stufati, selvaggina, ecc.