ANDE, UN CERRO PER ARDITO DESIO 
 
Risultati della spedizione alpinistica: 
 
Esplorazione di un bacino glaciale inesplorato nella valle Rosada laterale della valle del fiume Atuel (Malargue-Mendoza) con scalata del Cerro Ardito Desio, del Cerro Milano, del Cerro Malargue, del Cerro Losanna. 
 
Galleria di immagini: 
 
- La conca glaciale inesplorata con il ghiacciaio denominato Palmanova e il Cerro Desio 
- Il Cerro Milano (sullo sfondo) visto dal Cerro Malargue 
- La salita al Cerro Milano tra i penitentes 
 
Risultati della missione di ricerca etnografica
 
TRA GAUCIOS DELLE ANDE 
 
Nello spirito esplorativo di Ardito Desio che voleva sempre abbinare le ricerche di scienze della terra a quelle di geografia umana, al termine dell' attività alpinistica ci siamo impegnati nello studio della storia dell' insediamento umano nella valle del rio Atuel. In particolare abbiamo ricercato testimonianze delle antiche popolazioni Puenches e Pehuenches che hanno abitato l'area da 7000 a 500 anni fa raggiungendo con un trekking a cavallo di quattro giorni il sito archeologico conosciuto come Pueblo Perdito o EI Endigeno. Situato a 3500 metri di quota sul bordo di una colata lavica fra le vallate dell' Atuel e del Diamante, questo straordinario complesso abitativo è composto dal basamento circolare di un centinaio di abitazioni estive (pircas) costruite da un popolo dedito alla caccia dei guanachi. La continuità dell'insediamento umano della zona è testimoniata dalla presenza dei "puesteros", come sono chiamati sulle Ande argentine gli allevatori di cavalli, bovini e di ovini che ancora oggi praticano la transumanza stagionale fra la pampa e le alte vallate. La ricerca si è poi spostata nella Patagonia settentrionale con la visita ad alcune riserve dei Mapuche, i discendenti dell'unica comunità di indios sopravissuta agli attacchi prima degli inca, poi degli spagnoli e infine degli argentini che nella seconda metà del XIX secolo, con la campagna militare conosciuta come "conquista del desierto", hanno perpetrato il genocidio della comunità autoctone. Attraverso interviste ai "lonko" (i cacique delle singole riserve) e ai rappresentati mapuche nei vari organismi rappresentativi e amministrativi, abbiamo avuto modo di discutere i problemi riguardanti la proprietà della terra, la gestione delle risorse del territorio, la conservazione degli elementi più caratteristici della cultura originaria, come la lingua e 1'artigianato, il rapporto fra cultura cattolica e religiosità tradizionale ancora di impronta animista, lo sviluppo economico mediante la promozione e la gestione diretta delle varie forme di eco-turismo. Il tutto ai piedi del bellissimo cono innevato del vulcano Larin e all'ombra dei boschi di araucarie, due dei più sacri componenti della cosmogonia mapuche. 
 
Galleria di immagini: 
 
- Un giovane puestero della valle dell'Atuel 
- Piccoli scolari Mapuche della missione salesiana