La traversata del Parco lungo il Sentiero Italia e il Sentiero della Pace
Il tracciato del Sentiero Italia attraversa interamente il settore lombardo del Parco da Livigno al Passo del Tonale (Alta Valtellina e Alta Valcamonica). Corrisponde, con qualche variante, al più recente Sentiero della Pace della Lombardia ideato nell’ambito del gruppo di lavoro ANA - CAI e inaugurato con una staffetta composta da soci dell’ANA, del CAI e dagli alpini nell’estate del 1998. Il tracciato coincide con il fronte principale di guerra.
Per ogni montagna e per ogni valico una storia non solo di guerra ma anche di uo mini, non solo di sangue ma anche di soli darietà fra valligiani che il destino ha co stretto a combattere per lunghi anni su fronti contrapposti. Un itinerario quindi di grande spessore ambientale e storico per chi ama coniugare la passione per la montagna con il recupero dei valori storici e culturali che fanno parte integrante del suo ambiente e del patrimonio delle genti che vi vivono. Si tratta di sentieri oggi senza frontiere tanto è vero che nella zona del Passo dello Stelvio (Bocchetta di Forcola, Punta di Rims, Punta Garibaldi, Monte Scorluzzo, Filone dei Mot, quindi anche in territorio italiano) l’associazione svizzera “Gruppo Artiglieri Forcola” ha segnalato un sentiero storico corredato da belle tabelle fotografiche e da didascalie in tre lingue (italiano, tedesco e ladino).
I sentieri sono ben tracciati (ma purtroppo molto frequentati dai bikers che spesso intralciano il cammino), i punti di appoggio sono ben distribuiti e la segnaletica (nuovi cartelli in legno del Parco) puntuale. La difficoltà complessiva (per i dislivelli e la lunghezza delle tappe) è EE (escursionisti esperti). I tratti più impegnativi corrispondono al superamento del passo Zebru (una corda fissa con possibile ghiaccio all’inizio di stagione) e della Bocchetta del Corno dei Tre Signori (sentiero attrezzato con catene). Per questi motivi
il periodo ideale, anche per l'assenza di neve alle quote più elevate, va da metà giugno a metà settembre. In considerazione delle quote toccate l’equipaggiamento deve essere rigorosamente d'alta montagna (scarponi da trekking, calzoni lunghi, giacca a vento pesante, berretto e guanti di lana, occhiali da sole). Per i pernottamenti nei rifugi si richiede l'uso del sacco-lenzuolo.
I tappa: Livigno (1826 m) - Passo Alpisella (2285 m) - Lago di Cancano (1900 m)
Località di partenza: Livigno. Con mezzi privati si raggiunge il paese (zona franca extradoganale) seguen do la carrozzabile del Passo del Foscagno. Con mezzi pubblici pulman di linea Perego. Per informazioni: APT di Livigno, tel. 0342 052200; fax 052229; www.livigno.eu; info@livigno.eu
Lunghezza: km 16
Dislivelli: + 469 m; -355 m
Ore di cammino: ore 4
Punti di appoggio: ristoro San Giacomo.
Posto tappa: rifugio privato Monte delle Scale (passaggio Via Alpina, tappa 71; ristoromontescale@libero.it, tel.0342 904260)
Descrizione: dal centro di Livigno ci si dirige in dire zione nord fino al limite meridionale del Lago del Gallo. Si attraversa il torrente Spol e si percorre su strada sterrata la sponda orientale del bacino artificiale fino al Ponte delle Capre che consente di su perare il Canale Torto (ingresso nel Parco Nazionale dello Stelvio). A questo punto si inizia a risalire la Vai Alpisella livignasca e la si percorre integralmente fino all'o monimo valico. Sull'opposto versante si toccano le sorgenti dell'Adda e su sterrata si scende all'estremità settentrionale del Lago di S. Giacomo che si costeggia fino al successivo Lago di Cancano nei cui pressi si trova il rifugio Monte Scale.
Variante: nel pome riggio si può salire sulla panoramica cime del Monte delle Scale (casermetta in grotta con piccolo museo fotografico e piazzole di artiglieria) o per il sentiero di guerra che parte dalle Torri di Fraele o per quello turistico che si stacca dalla carrozzabile al Casino del La go (segnavia 174; ore 1,30).
II tappa: Lago di Cancano (1900 m) - Passo di Forcola (2768 m) - Giogo di S. Maria (2503 m) - Passo dello Stelvio (2757 m).
Lunghezza: km 15
Dislivelli: + 1122 m; - 300 m
Ore di cammino: ore 5 (sentiero 171; tappa 71 Via Alpina)
Punti di appoggio: bar-ristorante-albergo alla IV cantoniera; rifugio Garibaldi (tel. 0342 904312; posto tappa Via Alpina tappe R 70- 71; dal passo dello Stelvio ad Arnoga).
Posto tappa: alberghi al passo tutti a tre stelle (Pirovano IV, Folgore, Genziana, Perego; per informazioni, tel.0342 903030)
Descrizione: dal rifugio Monte Scale si attraversa la diga e su sterrata si raggiunge la località Grasso di Solena dalla quale si inizia a ri montare il solco della Valle di Forcola fino alla omonima malga e alla soprastante Forcola tagliata da due linee di trincee (tabella storica dell’associazione Gruppo Artiglieri Forcola), Dalla Bocchetta si può salire in breve sul la Punta di Rims ai cui piedi si trovano po stazioni di artiglieria e osservatori in grotta.
Dalla bocchetta ci si cala sul versante della Valle del Braulio, ma ignorato il tracciato che scende diret tamente verso la sottostante III Cantonie ra, si prosegue in costa tra trincee inerba te sui ripidi pendii prativi della Punta di Rims e del Pizzo Umbrail fino al Passo Umbrail (Giogo di S. Maria) tra la dogana svizzera e quella italiana (2503 m). Il col legamento fra il Passo Umbrail (IV Canto niera) e il Passo dello Stelvio avviene lun go una mulattiera militare che in territo rio svizzero si arrampica con una serie di tornanti direttamente sulla Cima Garibal di detta anche nel passato delle Tre Lin gue (2843 m; posto di ristoro) dalla quale in breve si scende al valico (2757 m), al confine fra le province di Sondrio e di Bolzano,
Variante 1: alla Bocchetta di Forcola si può giungere anche con la strada militare più lunga ma dai panorami più ampi che dalla Valle Forcola tocca le Bocchette di Pedenolo e di Pedenoletto (ruderi della vecchia teleferica di guerra) ai piedi del Monte Braulio (sentiero 172).
Variante 2: dalla Bocchetta di Forcola il Sentiero Italia, invece di raggiungere il Passo dello Stelvio, scende alla III Cantoniera (agriturismo) da dove in pulman si può raggiungere Bormio e Sant’Antonio Valfurva.
III tappa: Passo dello Stelvio (2757 m)- Monte Scorluzzo (3094 m)- Il Filone di Mot (2914 m) - Le Buse (2377 m) - Bormio (1217 m).
Lunghezza: km 15 (5 fino alla II cantoniera).
Dislivelli: + 900 m; - 1500 m
Ore di cammino: ore 8 (sentieri 13.4,5)
Punti di appoggio: nessuno
Posto tappa: alberghi di Bormio o hotel Il Castello a Sant’Antonio Valfurva.
Descrizione: la prima parte della tappa consente di percorrere l'intera linea di fronte dal monte Scorluzzo, che si ragiunge in breve dal Passo dello Stelvlo, fino al Filone di Mot toccando prima le dominanti posta zioni austriache, poi quelle italiane situa te alle quote più basse della cresta (fortificazioni, camminamenti, resti del villaggio militare). Motivo dominante del paesaggio è la vista sulla mole ghiacciata del Monte Cristallo (Hohe Schneide), anch'esso teatro di drammati che azioni belliche, sulla vedretta dei Vitel li e sulla costiera della cresta di Reit con il Passo Ables, ultimo bastione di questa prima linea di difesa avanzata (tabelle storiche-fotografiche dell’associazione Gruppo Artiglieri Forcola),. Discesi sulla carrozzabile dello Stelvio all'altezza della II Cantoniera si imbocca poi il sentiero che sale alle Buse (fortificazioni, cannoniere in grotta) per poi traversare in costa fino al Crap dell'Aqui la da dove si scende ai Bagni Vecchi e a Bormio. Da Bormio ci si può portare a Sant’Antonio Valfurva con gli autobus della linee Perego (Centro Visite del parco, Museo Etnografico).
Variante: la lunga tappa può essere interrotta alla II cantoniera (fermata autobus di linea per Bormio).
IV Tappa: Bormio (1217 m)- Passi Zebrù (2354 m) - rifugio Pizzini-Frattola (2545 m)
Lunghezza: km 15
Dislivelli: + 1400 m: - 295 m
Ore di cammino: 6,30 (sentieri 29,30)
Punti di appoggio: rifugio privato Campo (tel.o342 904349)
Posto tappa: rifugio Pizzini- Frattola- Zeledria alla testata della Val Cedec;2545 m (CAI Milano; tel.0342 935513).
Descrizione: da Sant’Antonio alla Baita del Pastore si segue l’itinerario 2 (2168 m; ore 2,45; autobus fino a Niblogo oppure servizio di taxi). Alla baita si abbandona la strada che sI inerpica a tornanti verso il rifugio e si prosegue sul sentiero che sa le alla Vedretta della Miniera e con un ul timo strappo (corda fissa in un canalino) si alza al passo settentrionale dello Zebrù (300 l m). Dal pas so si scende velocemente per sfasciumi e magri pascoli al sottostante rifugio Pizzi ni-Frattola, la primitiva capanna Cedec di strutta in una delle prime azioni belliche dagli austriaci scesi dal passo Cevedale (ore 0,30).
Variante: invece di scendere direttamen te al rifugio si può però effettuare il più interessante "Anello dei Passi Zebrù" per correndo la destra lungo il filo dei reticolati la cresta fra il Passo Zebrù settentrionale e il Passo Zebrù me ridionale per poi scendere ai ruderi della "Nuova Capanna Milano" e al rifugio Piz zini-Frattola.
V Tappa: Rifugio Pizzini-Frattola (2706 m)- Ruderi Caserma (2500 m) - Rifugio Branca (2487 m)
Lunghezza: km 6
Dislivelli: - 500 m; +300 m
Ore di cammino: ore 4 (con la variante del sentiero storico Tuana-Dell’Andrino)
Punti di appoggio: nessuno
Posto tappa: rifugio Branca al lago delle Rosole (2487 m; CAI Milano; gestione famiglia Alberti/Confortola; 120 posti letto; tel. 0342 935501).
Descrizione: dal rifugio Pizzini-Frattola si prende la strada sterrata di accesso che percorre il fianco orografico destro della Valle di Ce dee e porta all'ex-Albergo dei Forni. Al pri mo bivio sulla destra, però, la si abbando na per imboccare l'evidente sentiero che si sviluppa parellela ad essa, tenendosi più a monte. Si perviene così in circa tre quarti d'ora al caratteristico passaggio della "Vecchia Caserma" dove si attraver sa la linea avanzata di difesa italiana (postazione di mitragliatrice restaurata). Si lascia ora il sentiero se gnalato, si scende il pendio erboso fino al la sotto stante carrareccia e poi, su pista agricola, si attraversa il torrente Cedec al ponte della Girella. Giunti quasi alla Malga dei Forni ci si in nesta sull'itinerario del Sentiero Glaciolo gico del Centenario che si segue fino al ri fugio Branca passando per !'imponente morena tardoglaciale (rifugio del Parco; stop 3) e salendo al caposaldo costruito per bloccare un eventuale attacco degli au striaci dal ghiacciaio dei Forni o dalla con fluente vedretta delle Rosole (ridotta di quota 2632 metri; trincee con reticolati).
Varante: dalla “Vecchia Caserma”si può piegare a destra e ri salire lungo la dorsale del Monte dei Forni toccando tutta una serie di interessanti fortificazioni fino alla ridotta finale (sentiero storico Tuana Dell'Andrino; non segnalato).
VI Tappa: Rifugio Branca (2407 m) - Dosso Tresero (2354 m) - Rifugio Berni (2545 m)
Lunghezza: km 12
Dislivelli: +450 m; - 500 m
Ore di cammino: ore 5 (sentieri 24B,25A,22A).
Punti di appoggio: albergo Stella Alpina ( in ristrutturazione)
Posto tappa: rifugio Berni sulla ss. Statale 300 del Gavia (23 km da Bormio, 17 km da Ponte di legno; CAI di Brescia; 2545 m; 70 posti letto; tel. 0342 935456).
Descrizione: dal rifugio Branca si scende lungo la strada di accesso al parcheggio dell'Alber go - Rifugio Ghiacciaio dei Forni (2170 m) e si prosegue lungo la carrozzabile proveniente da S. Caterina Valfurva fino all’ Albergo Stella Alpina (alla sua altezza si può arrivare anche seguendo il sentiero che parte sotto l’albergo Ghiacciaio dei Forni e percorre il versante orografico sinistro della valle). Si devia a destra (cartello segnaletico: Sentiero 24B per Pian delle Marmotte), si scende ad attraversare su di un ponte il torrente Frodolfo e si sale al Dosso Tresero, sul ciglio nord occidentale delle praterie del Pian delle Marmotte (2354 m). Qui si prosegue in costa (atten zione ai segnali: 25 A), si percorrere una larga cengia erbosa a monte di una fascia roc ciosa e all'altezza di una cascata ci si in serisce sul sentiero proveniente dalla sta tale del Gavia col quale si prosegue in di rezione della Baita del Pastore (2400 m), del Ponte di Pietra e del rifugio Berni sul la strada del Gavia (2545 m).
Variante: gli escursionisti che vogliono "assaggiare" l'ebbrezza del l'alta quota possono dedicare una gior nata alla salita al bivacco Battaglione Skiatori Ortles (3130 m; segnavia 42), un ve ro e proprio museo di guerra all'aperto, e raggiungere il Pizzo di VaI Umbrina (LG.M. Cima Val lombrina; 3222 m), eccezionale punto panoramico sulla Punta San Matteo e sul ghiacciaio di Dosegù.
VII Tappa Rifugio Berni (2545 m) - Bocchetta del Corno dei Tre Signori (3050 m) -
Baitello di Ercavallo (2622 m) - Rifugio Bozzi al Montozzo (2478 m)
Lunghezza: km 12
Dislivelli: + 505 m: - 572 m
Ore di cammino: 6,15
Punti di appoggio: rifugio Privato Bonetta al passo del Gavia (2652 m; 30 nposti letto;tel. 0342 945793
Posto tappa: rifugio Bozzi al Montozzo (2478 m; CAI Brescia, tel. 0364 900152).
Descrizione: dal rifugo Berni ci si porta al passo del Gavia da dove prima per mulattiera militare, poi su ghiacciaio e infine vincendo un ripido pen dio attrezzato con corde fisse si sale alla Bocchetta del Pizzo dei Tre Signori. Dalla bocchetta ci si cala, sempre con l'aiuto di corde fisse, sul versante della valle del Vi so (Alta Via Camuna) e si scende ai laghet ti di Ercavallo dove ci si innesta sulla mu lattiera militare delle Graole che in costa, tagliata in costa sui fianchi rocciosi della Punta di Ercavallo e della Punta di Mon tozzo, porta al rifugio Bozzi. Nei suoi pres si sono state restaurate delle trincee e una batteria con camminamenti sotterranei che fanno della zona un vero e proprio museo all'aperto.
Variante: al rifugio Bozzi termina il tratto lombardo del Sentiero Italia. Il proseguimento in territorio trentino contempla lo scavalcamento della Forcellina di Montozzo e la discesa a Pejo, nel settore trentino del parco Nazionale dello Stelvio. Il Sentiero della Pace continua invece fino al Passo del Tonale dove si innesta nell’itinerario trentino che termina ai piedi della Marmolada.
VIII Tappa: rifugio Bozzi al Montozzo- (2478 m) - Passo dei Contrabbandieri (2681 m)- Passo del Tonale (1883 m).
Lunghezza: km 5
Dislivelli: + 203 m; - 798 m
Ore di cammino: ore 2,15
Punti di appoggio: nessuno
Punto di arrivo: passo del Tonale: Ponte di Legno, è collegato a Brescia, a Berga mo e a Milano da servizi di autobus di linea.Ufficio Turistico IAT di Ponte di Legno, tel. 0364.91.122; fax 91949.
Dal Rifugio Bozzi si sale su mulattiera militare al vicino Passo dei Contrabban dieri difeso da una serie di trincee in pie tra e da un osservatorio in grotta. Sull'op posto versante, prima su sentiero, poi sul le strade di servizio degli impianti sciisti ci si scende al Passo del Gavia e al sacra rio della Grande Guerra dove termina i dealmente il Sentiero della Pace della Lombardia (1883 m).
Variante: Il rifugio Bozzi è la base di partenza per interessanti escursioni di grande valore storico. Per gli escursionsiti più preparati si consiglia di percorrere il sentiero at trezzato degli alpini che si sviluppa lungo la prima linea del fronte sui contrafforti del Torrione e della Cima d'Albiolo.
Una variante più lunga ma più interessante prevede di raggiungere il Passo del Tonale sempre dal Passo dei Contrabbandieri percorrendo la cresta del Monte Casaiole, del Monte Tona le Occidentale e della Cima Cadì, lungo il susseguirsi di trincee e di fortificazioni della prima linea italiana.
Da non perdere
Il Museo etnografico della Valfurva: il Museo presenta attraverso l'esposizione di raccolte di oggetti tradizionali e suggestive ricostruzioni d'ambiente i locali della casa contadina della Valfurva, la casera con tutto il corredo di utensili per la lavorazione del latte, il mulino e alcune botteghe artigiane quali il falegname e il calzolaio. Ulteriori sezioni documentano i lavori nei campi, i trasporti, i lavori casalinghi , la scuola, l'arte sacra e la religione, il costume e la Grande Guerra.Indirizzo: c/o Scuole di S.Antonio 23030 Valfurva; c/o Loc. San Nicolò; tel. 0342 945784 - 0342 945454;www.waltellina.com.
Il forte di Oga: conosciuto anche come forte Venini, si trova in zona Dossaccio a 1740 metri di quota poco al di sopra della piccola frazione da cui prende il nome. Fu realizzato tra il 1909 e 1912 per la difesa del confine italiano dalle possibili invasioni austro-ungariche. Al suo interno era suddiviso in vari locali: in quelli posti più a sud si provvedeva al confezionamento dei proiettili, ai piani superiori erano collocati gli alloggi, la cucina, l’infermeria e i locali di comando. All’esterno due torrette a scomparsa ospitavano le mitragliatrici; i cannoni, con una gittata di tredici chilometri, sufficiente a colpire obbiettivi al di là della linea del fronte, erano collocati sotto cupole girevoli poste sulla sua sommità. Negli interrati erano collocati capienti serbatoi di acqua che garantivano la riserva in caso di lunghi assedi. Oggi il Forte è in parte adibito a museo della Grande Guerra. Lo si raggiunge lasciando la ss.38 un chilometro a valle di Bormio in località Santa Lucia, salendo al paese di Oga (comune di Valdisotto) e proseguendo ancora per qualche chilometro su strada sterrata Per informazioni: Ufficio Turistico Bormio; tel, 0342 903300 - infobormio@provincia.so.it
Il Passo dello Stelvio: ad una quota di 2758 metri mette in comunicazione Lombardia, Svizzera e Trentino Alto Adige. Lo Stelvio non è solo meta sciistica estiva: lungo i suoi tornanti sono state scritte alcune tra le più belle pagine del ciclismo tanto da fargli assumere il nome di Cima Coppi e sulle sue vette sono state scritte epiche pagine di storia nel corso della prima guerra mondiale. Il tutto è documentato dal Museo Carlo Donegani della banca Popolare di Sondrio, considerato il più alto museo storico d’Europa (per orari di apertura, tel.0342 528467 -904534; donegani@popso.it; www.popso.it/donegani).
La buona tavola
Tra i primi piatti più tipici della Valtellina legati alla sua tradizionale economia agricola e pastorale ricordiamo i pizzoccheri (tagliatelle di grano saraceno condite con abbondante burro e formaggio semigrasso, la polenta taragna fatta con grano saraceno e formaggio (il nome taragna deriva da tarare, mischiare, infatti durante la sua preparazione è necessario "tararla" in continuazione per evitare che si attacchi sul fondo del paiolo), gli sciat (i rospi) frittelle di grano saraceno dalla forma irregolare con al loro interno un cuore di formaggio, taroz , purea di patate, fagioli e fagiolini conditi con il tradizionale burro e formaggio valtellinese. L’antipasto non può che essere a base di bresaola, mentre tra i secondi di carne (di maiale, di cervo, di capriolo) ricordiamo non tanto la materia prima quanto la sua cottura nel lavecc, la pentola di pietra ollare della Valmalenco già conosciuta al tempo dei romaniche la chiamavo lapis viridis comensi. I vini sono ovviamente i Valtellina DOC, Sassella, Inferno, Valgella e Grumello. Mentre da meditazione è il robusto Sfurzat ricavato da uva passita.